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La terra delle lance celesti

Lo spazio dove inserire le vostre gesta!

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La terra delle lance celesti

Postby Yuki » Fri Oct 05, 2007 1:01 pm

Idee per una One-shot che può diventare una cronaca (mille grazie a Domon per avere contribuito - in MODO DETERMINANTE - alle idee base.

Setting (Linowan vs Haltan in un nuovo territorio).

Secondo la leggenda, durante le guerre fra gli antichi demoni e gli eserciti degli dei, uno degli antichi dei, ferito a morte, cantò la sua ira ai suoi carnefici.
Il suo canto formò fulmini che squassarono la terra rimanendovi imprigionati. Il signore della terra li ricoprì con le sue squame per proteggere gli eserciti degli dei.
I signore delle acque comandò ai fiumi di inondare la terra per lavare il sangue del dio caduto.
Il signore del legno comandò alla foresta di nascondere gli eserciti agli occhi degli altri antichi.

Mille e più leghe a nord dei Cento Regni si estendono i territori delle Lance Celesti.

Le terre delle Lance Celesti si presentano come una vasta pianura punteggiata da monti boscosi e stretti.
A nord una immensa foresta di alberi millenari si estende per leghe.
A sud una fertile distesa di campi di grano che man mano che ci si avvicina alla foresta lasciano il posto alle risaie e ai boschi di bambù.

Due popoli si affrontano.
Un popolo è dedito alla agricoltura e alla pastorizia, un altro vive in armonia con la foresta godendo dei suoi frutti e curandola come una madre cura un figlio.

Meno di un anno addietro, Kemak, re del popolo della foresta, ha raggiunto un accordo con Fafnir, re del popolo della pianura.

Qualche tempo dopo Fafnir è morto e la guerra è scoppiata nuovamente.

Di seguito, nella descrizione dei 3 personaggi, quel che è successo.
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Postby Yuki » Fri Oct 05, 2007 1:03 pm

KEMAK

NB: se vuoi giocare a questa one-shot è meglio se leggi solo uno dei tre personaggi.

STORIA
Kemak appartiene al popolo della foresta; il suo popolo custodisce e accudisce la foresta e ne raccoglie i frutti.
Il popolo della foresta è fortemente devoto al dio della foresta e ogni anno si svolge una grande festa di tre giorni in suo onore.
Kemak è il migliore cacciatore del suo popolo. E' diventato signore del suo popolo dopo essere riuscito a ferire il dio della foresta nella decennale caccia propiziatoria. Il dio della foresta si tramuta in animale e colui che lo cattura è destinato a diventare re del popolo fra gli alberi per i successivi dieci anni.
Per tre giorni e tre notti è rimasto immobile nella foresta osservando, nutrendosi dell'acqua sulle foglie, dei piccoli insetti che si fermavano su di lui (sempre ringraziandoli per il loro sacrificio e rendendo onore ai loro spiriti guida che così non avrebbero rilevato al dio della foresta la sua presenza).
La mattina del quarto giorno il dio della foresta passo davanti a lui...ma prima di scoccare la freccia egli attese che il dio si abbeverasse al ruscello. Quando il dio fu dissetato e intento a guardare la sua immagine nell'acqua (è noto che fosse particolarmente vanitoso) Kemak colpì ferendo una zampa del dio.
Il dio dichiarò Kemak capo del suo popolo.
Kemak si rivelò un capo saggio. La sua guida fece diventare il suo popolo più forte. La sua guida illuminata permise alla foresta di crescere ancora più forte e rigogliosa. Fu lui che per primo avanzò la proposta di una pace fra i due popoli ben consapevole che avrebbe giovato ad entrambi.
La riunione fra i due capi dei popoli si tenne nella dimora della dea Aki, signora del fiume che nutre foresta e campi. L'incontro durò sette giorni, alla fine del settimo giorno i Kemak e Fafnir l'Orso uscirono dal palazzo di Aki con un accordo fatto.
Fafnir non raccontò mai quel che successe nel palazzo ma il giorno stesso dichiarò che ogni attacco alla foresta doveva essere cessato.
Kemak disse al suo popolo che ora il cielo li osservava.
Quel che successe durante quei giorni è iscritto nelle pareti del palazzo di Aki. Per tre giorni i due uomini parlarono; Kemak raccontò a Fafnir di come il loro era un popolo solo che andava unito...Fafnir si rifiutava di sentire fino a quando nel momento di suo massimo splendore il Sole nonchiamò a sè Kemak scegliendolo fra i mortali per entrare nuiovamete nel suo esercito. Quel giorno Kemak venne prescelto come figlio del sole della casta dello Zenith, gli dei-re della leggenda. Fafnir ammutolì, sviato dal carisma del solare e dei suoi potenti prodigi. Tale fu il potere sprigionato da Kemak nel momento della esaltazione che Fafnir ne fu soggiogato fino a che non morì, qualche mese dopo.
Sfortunatamente la tregua cessò con la sua morte; nemmeno tre lune dopo la morte del re Fafnir, gli uomini della pianura attaccarono massicciamente i villaggi più vicini al limitare della foresta dando fuoco agli alberi.
I sopravvissuti si organizzarono e attaccarono i villaggi dei contadini devastando i raccolti.In poco meno di tre mesi la guerra infuriava più feroce che mai.

ASPETTO
Kemak ha l'aspetto tipico di un cacciatore della foresta: pelle olivastra, lunghi capelli verde scuro con riflessi neri. Gli occhi sono scuri. Il fisico è asciutto. E' vestito di pelli degli animali che caccia. Stivali in pelle chiara e pelo bianco, calzoni di pelle scamosciata come il gilet. Il petto nudo è adornato da collane di pietre colorate e di piume. Le braccia sono ornate da bracciali in pelle e pelo. Sul braccio destro indossa un bracciale in oricalco (oro magico) con scolpito in rilievo un falcone.
Sulle spalle porta una faretra contenente una ventina di frecce. L'arco, ornato con piume, pelo e strisce di pelle, è in legno nero. Al fianco e in uno stivale porta due coltelli da caccia per scuoiare le prede.

CARATTERE
Kemak è paziente, furbo ed estremamente confidente nelle sue capacità E' realmente desideroso di una pace fra i due popoli ma altrettanto confuso dalla ripresa della guerra.
Si aspettava un aumento della tensione qualora Fafnir fosse morto ma non si aspettava la violenza che invece si scatenò; quel che è peggio, non si aspettava che il popolo della pianura avesse un figlio del sole come campione; e fra tutte le caste dei solari quella che meno avrebbe desiderato come avversario era quella delle tigri di bronzo.
Kemak è cosciente che lo scontro in campo aperto avrebbe come unico esito la distruzione del suo esercito così come sa che la foresta lo protegge. La tigre di bronzo è mostruosa in battaglia ma non appartiene alla foresta, non ne conosce le vie per giungere al suo nemico. Sfortunatamente, pare che ora Arak il Lupo abbia un'arma in grado di radere al suolo l'intera foresta e pare altrimenti che sia sufficientemente disperato per farlo.


MOTIVAZIONE
Kemak desidera riportare ordine nella valle unificando i due popoli sotto la bandiera del Sole Invitto e poi estendere la luce ai territori circostanti. In pratica creare un impero.

COSA SAI ?
La pace era stata raggiunta, poi Fafnir è morto (assassinato dicono le tue spie). Nemmeno un mese dopo un esercito di soldati di pianura ha attaccato i villaggi più vicini alla foresta ed ha dato alle fiamme, con l'aiuto dello spirito del fuoco Tzumi, gli alberi più giovani.
I soldati di elite dell'esercito avversario sono stati decimati da una terrificante malattia. Ora a combattere non vi sono che 300 veterani della casta nobile e una moltitudine di contadini. Hai sorriso a queste notizie. Un po' meno quando ti è stato riferito che a capo dell'esercito del popolo della pianura c'è un solare della casta dell'Alba, la casta dei guerrieri e generali del Sole Invitto. Il suo nome è Arak, detto il Lupo per la sua ferocia.
Sai anche che apparentemente era un sostenitore del re Fafnir ma dallo scoppio della guerra è diventato uno strenuo sostenitore dalla guerra.
Hai sentito dire che è un letterato amante della storia e dell'arte anche se questo ti sembra improbabile.
Infine sai che Arak è venuto in possesso di una terrificante arma della Prima Era. Ti è stato riferito dal drago del vento Aku. Aku stesso ti è parso terrorizzato e persino il dio della foresta ti ha sussurrato che il pericolo è grande. Se l'arma venisse sata sarebbe la fine per tutta la vallle, foresta e pianura; nessuno si salverebbe.

Meno di una settimana fa è arrivato nelle tue terre un solare della casta dellEclissi di nome Corvo Rosso. Ti ha offerto i suoi servigi dicendoti di avere raggiunto un accordo di massima con il dio della foresta. Si è poi recato a Sette Picchi (la capitale del nemico) ove è pervenuto ad un accordo sostenuto da entrambi i popoli.
Tu e Arak vi sareste incontrati nel palazzo delle dea del fiume sacro, Aki, per dirimere le vostre questioni e discutere i motivi della rottura della tregua.
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Postby Yuki » Fri Oct 05, 2007 1:05 pm

ARAK, il Saggio (o il Lupo)

NB: se vuoi giocare a questa one-shot è meglio se leggi solo uno dei tre personaggi.

STORIA

Arak, il Saggio, è nato da una famiglia di contadini di uno dei villaggi intorno a Sette Picchi.

I Sette Picchi sono la capitale del popolo della pianura. A capo di essi vi era il Re Fafnir.
Il dio più importante del vostro popolo è "Moltitudine di Spighe" un potente dio della agricoltura.
Alla fine di ogni mese parte del raccolto è bruciato in suo onore e nei tempi di guerra le terre strappate alla foresta venivano dedicate a lui.
Egli risponde comandando agli spiriti della pioggia di inondare i campi. Spesso viene visto parlare con i sovrani dei Sette Picchi. Arak stesso lo ha visto più di una volta colloquiare amabilmente con Fafnir.

La vita di Arak , destinata ad essere spesa a coltivare riso nei campi e ad onorare il dio della agricoltura, cambiò quando salvò la vita ad un figlio della nobiltà assediato da dei lupi di montagna. Arak usando un tizzone ardente e tanta incoscienza riuscì a mettere i fuga il capo branco, non prima di venire morso ad un braccio.
In segno di ringraziamento il nobile adottò e lo addestrò secondo le usanze. Divenne un potente guerriero con la lancia e lo scudo e con la spada. Imparò l'arte dell'arciere e del lanciatore; venne educato nell'arte della guerra ma era unanimamente riconosciuto come imbattibile nella lotta a mani nude. Di pari passo studiava la storia e l'arte, la letteratura e la poesia tanto che venne soprannominato "il saggio guerriero".
Ben presto gli venne data la responsabilità di comandare delle pattuglie nella guerra contro il popolo della foresta.
In poco tempo si rese conto della insensatezza della guerra; una guerra storicamente senza motivazione se non l'ignoranza delle sue origini.
Le sue truppe erano le meno sanguinarie dell'esercito. Il loro obiettivo erano i soldati e i rifornimenti. Raramente vennero uccisi civili e quando questo accadeva il responsabile veniva duramente punito.
Arak, tuttavia, venne sempre visto come un plebeo fortunato. A parte il suo fratellastro Enkidu nessuno allacciò con lui una amicizia vera. Il suo posto era fra la gente del suo villaggio. Spesso vi si recava e lì si sposò con Nania. Da lei ebbe due figli maschi, Kao e Iago, e una figlia femmina, Kada.

Il sovrano di Sette Picchi, Fafnir, aveva un occhio di riguardo per Arak, sebbene non lo desse a vedere.
Fu per questo che accettò la proposta di incontro con il nuovo re del popolo dei boschi, il suo nome era Kemak.
La riunione fra i due capi dei popoli si tenne nella dimora della dea Aki, signora del fiume che nutre foresta e campi. L'incontro durò sette giorni, alla fine del settimo giorno Kemak e Fafnir l'Orso uscirono dal palazzo di Aki con un accordo fatto.
Fafnir non raccontò mai quel che successe nel palazzo ma il giorno stesso dichiarò che ogni attacco alla foresta doveva essere cessato.

Arak era soddisfatto della decisione e davanti a sè vedeva un periodo di pace durante il quale si sarebe potuto investigare sui motivi della discordia dei due popoli.

Sfortunatamente la tregua cessò con la morte di Fafnir; delle voci giravano a palazzo secondo le quali Fafnir era stato assassinato. Alcuni nobili accusarono il popolo della foresta ma Arak suggerì loro che era improbabile che qualcuno fosse penetrato nel palazzo, visto che era sempre presidiato.
Molti nobili approvarono le sue parole ma altri gli ricordarono che era un contadino e che non doveva occuparsi di faccende più grandi di lui. La tensione aumentò velocemente; vennero scoperte alcune prove che coinvolgevano il popolo della foresta nella morte di Fafnir.
Un giorno, mentre Arak stava addestrando dei giovani, arrivò un messo portando notizie di un attacco ad un villaggio vicino alla foresta. Le case vennero bruciate, l raccolto distrutto. Tutti gli abitanti erano stati macellati e i loro corpi fatti a pezzi e dispersi per il villaggio.
Il dio dei campi, si presentò ferito e bruciato a causa degli attacchi alle piantagioni, affermando che tali attacchi lo indebolivano e man mano che il suo potere diminuiva, diminuiva anche la sua capacità di comandare gli spiriti della pioggia (cosa che accadde nei giorni seguenti).
Il villaggio era quello di Arak, la sua famiglia fu distrutta
In quel momento Arak sentì una possente voce dentro di sè "Guerriero, Lupo travestito da agnello, la tua terra è preda dell'ingiustizia. Tu sarai la lancia con la quale verrà riportato ordine nel creato". In cielo il sole risplendeva furiosamente e Arak comprese quale era il suo compito. Intorno a lui la gente era terrorizzata dalla sua massiccia figura dagli occhi brucianti ed il respiro del temporale.
Entro nella corte e dichiarò che la tregua con gli uomini degli alberi era stata infranta. I nobili, terrorizzati dall'apparizione, non fiatarono e Arak divenne il loro divino comandante.
La guerrà scoppiò furiosamente. Il primo attacco devastò parte della foresta giovane. Il nemico contrattaccò distruggendo numerosi villaggi più interni, sia vicino al varco del Sole (passo ad est) sia nelle pianure centrali.
Qualche mese dopo una malattia colpì un contingente di soldati. Il decorso fu veloce ed implacabile e portò alla morte di quasi tutti i nobili. Arak era per sua natura divina immune alle malattie. Uno dopo l'altro caddero i suoi generali e i suoi soldati più affidiabili. Suo fratello Enkidu fu tra gli ultimi a morire.
Di tutti i suoi soldati non rimanevano che 300 sopravvissuti.
Nel giro di pochi mesi Arak vide il suo possente esercito ridotto ad una massa di contadini. Se fosse riuscito ad affrontare il nemico forse avrebbe potuto ancora vincere ma i vigliacchi si nascondevano nella foresta. Gli spiriti della foresta li proteggevano e gli esploratori di Arak erano stati i primi a morire.
Una notte, dopo avere vagliato i piani di guerra, sognò di una strada nel palazzo.
La mattina dopo cercò quella strada. Essa si interruppe davanti ad un sigillo recante l'iscrizione "Che l'uomo non liberi ciò che i figli del sole hanno sigillato". Due enormi leoni di pietra si animarono a protezione del sigillo ma Arak era un prescelto dell'Alba e con due possenti pugni abbattè i leoni. Il corpo senza vita di uno si abbattè sul sigillo sfondandolo.
All'interno Arak trovò un colossale altare squadrato in oro. Sopra l'altare erano appoggiati un corpetto e un paio di guanti. Su di essi erano incisi motivi di un sole.
Non appena la sua mano sfiorò l'altare un torrente di ricordi lo sommerse. L'altare era un'arma di inimmaginabile potenza che in passato era stata usata per distruggere i nemici degli dei. Rivide se stesso combattere una guerra di millenni prima, rivide il Vaso, come lo chiamava nei suoi ricordi, e vide la devastazione che esso portò. Vittoria al costo di molte vite, questa era il prezzo del Vaso. Nei suoi ricordi fugaci vide anche una donna sorridente che accarezzava il Vaso.

ASPETTO

Un colossale guerriero, agile, forte e resistente. Il tuo corpo è possente e allenato. Occhi obliqui scuri e capelli corti e neri. La pelle è olivastra. Solitamente indossi dei pantaloni grigio azzuri. Stivali di cuoio nero con inserti di pelo biano con macchie nere. Un pesante gilet senza maniche dello stesso colore dei pantaloni e con inserti sulle spalle simili a quelli degli stivali. Sotto il gilet indossi un corpetto in oricalco con raffigurante un sole. Indossi due pesanti bracciali che assomigliano a guanti senza dita. Motivi solari avviluppano i bracciali. A tuo comando dal dorso delle mani escono tre artigli di oricalco. Quello centrale può essere sparato a distanza e recuperato automaticamente da un filo di essenza.

CARATTERE

Eri uno studioso, pertanto sei sempre stato abbastanza riflessivo. Tuttavia la morte della tua famiglia è stata anche la tua morte. I sogni di pace e di felicità sciolti al sole dalla perfida e codardia del popolo della foresta.
A questo aggiungi la morte di Enkidu, tuo fratello e amico, e la distruzione del tuo esercito per una malattia che colpiva principalmente i nobili ma che cominciava a diffondersi anche fra i soldati arruolati dal popolo e capirai lo stato di disperazione, ira e senso di impotenza nel quale ti trovi.
Sei pervaso da odio e se fosse per te useresti il Vaso per spazzare via tutta la foresta; tuttavia ciò provocherebbe anche la distruzione di gran parte delle pianure. Sai che il Vaso potrebbe essere la tua unica speranza di vendetta e di vittoria ma esso si prenderebbe in cambio tutto il tuo popolo e la tua terra...e tu ami profondamente il tuo popolo e la tua terra in quanto ti ricordano tua moglie e i tuoi figli.
Se solo ci fosse una via di uscita da questa trappola nel quale il destino ti ha cacciato...

MOTIVAZIONE

Portare giustizia su coloro che hanno ucciso la tua famiglia. (NB: per un solare questa motivazione è decisamente misera...ma tu sei disperato, arrabbiato e fai fatica a pensare ad un futuro).

COSA SAI ?
La pace era stata raggiunta, poi Fafnir è morto (assassinato dicono le tue spie).
Poco dopo i villaggi prossimi alla foresta sono stati devastati.
La malattia che affligge il tuo popolo pare colpire chiunque partecipi alla guerra.
Sai che il Kemak, il capo del popolo della foresta è potente, molto probabilmente il figlio del dio della foresta.

Il dio dei campi "Moltitudine di Spighe" ti ha rivelato che il popolo della foresta ha come alleato un potente spirito dei venti di nome Aku.
Lo spirito del fuoco Tzumi invece è propenso a seguire chiunque gli dedichi preghiere e di fatto è una banderuola.

Meno di una settimana fa è arrivato nelle tue terre un solare della casta dellEclissi di nome Corvo Rosso. Ti ha offerto i suoi servigi dicendoti di avere parlato col re del popolo della foresta e proponendoti un incontro nel palazzo della dea del fiume sacro, Aki, per dirimere le vostre questioni e discutere i motivi della rottura della tregua.
Ti ha fatto chiaramente capire che sà del Vaso; tuttavia non ha espresso posizioni di sorta.
Ti ha detto che ogni casta dei figli del sole ha un compito. La tua è combattere sotto la luce del sole mentre la sua è mediare e portare equilibrio.
Le sue parole hanno momentaneamente risvegliato il saggio guerriero che è nascosto sotto la pelliccia del lupo che sei ora. Hai acconsentito all'incontro a patto che anche lui fosse presente. "Questo era già certo fin dall'inizio" è stata la sua risposta.
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Postby Yuki » Fri Oct 05, 2007 1:06 pm

Corvo Rosso

NB: se vuoi giocare a questa one-shot è meglio se leggi solo uno dei tre personaggi.


STORIA
Corvo Rosso è un appartenente al popolo dei Vagabondi, i cantastorie itineranti. I Vagabondi sono noti nelle terre dell'est per essere un popolo tanto fiero quanto vendicativo.
Vivono viaggiando da una città all'altra tramite piccole carovane di poche famiglie. Arrivano nei villaggi qualche giorno prima delle feste e sono una delle attrazioni più amate dagli abitanti. Cantastorie e saltimbanchi mettono in scena racconti di paesi lontani e vicini evidenziandone i pregi ed i difetti. Le loro storie sono appassionanti, divertenti, tragiche e ognuna di esse è messa in scena col tono più appropriato alle feste alle quali partecipano.

I peggiori nemici dei Vagabondi sono i Vagabondi stessi, da secoli le famiglie si fanno guerra. La leggenda narra solo che la guerra ebbe inizio da tre fratelli.
Ogni famiglia è comandata da un capo famiglia (maschio o femmina non è importante). Una volta ogni 5 anni si tiene il Grande Raduno ove tutte le famiglie si radunano a GranDiramazione per il festival dei 3 Signori. In questo periodo è proibita ogni forma di violenza fra i Vagabondi; la certezza della pace è dovuta ad un potente racconto di uno dei tre signori, il Tessitore di Gloriosi Racconti, che lega e vincola tutti gli appartenenti a tale famiglia. Il racconto narra la caduta del popolo dovuta alla rottura della tregua durante la festa dei 3 signori. Il Tessitore di Gloriosi Racconti ama ricordare che il racconto non è una profezia ma una possibilità nel fiume del destino. Sta' ai Vagabondi non intraprendere la strada della sua stessa rovina.

I Vagabondi hanno un Re, eletto a maggioranza fra i capi delle grandi famiglie. Il re deve abbandonare la sua famiglia per dimostrare di volere essere equo con tutti. Il suo nome viene affiancato dal soprannome "Colui che Ascolta".
Il suo compito è dirimere le dispute fra le varie famiglie. Ogni sua parola è legge. Al Re viene fornito un seguito e vaga per i Cento Regni visitando le Tribù.
L'incarico è a vita e quando un Re muore, un altro ne viene eletto nell'ultimo giorno del Festival.
Solitamente alla morte del Re segue un periodo di guerra feroce per spostare gli equilibri delle alleanze. Nell'ipotesi che un Re venga assassinato la guerra è particolarmente feroce.

Corvo Rosso, durante l'infanzia, si è distinto per la sua voce meravigliosa e la sua abilità nel raccontare ogni tipo di storie. Crescendo è diventato la voce della sua famiglia (Makas) nel dialogare con le altre famiglie del suo popolo.
Presto la famiglia Makas è diventata la più rispettata del suo popolo.

Alla morte di Gufo Grigio, gli anziani della famiglia hanno scelto Corvo Rosso come capo famiglia (fatto estremamente insolito per un ragazzo giovane).

Poche settimane prima dell'ultimo festival, il primo per Corvo Rosso, il Re venne assassinato. Corvo Rosso si impegnò a fondo per evitare che la guerra diventasse un bagno di sangue. Strinse alleanza con le famiglie più forti e riuscì a tenere i Makas fuori dalla lotta.
Al festival si distinse come il migliore cantastorie, tanto che il Tessitore di Gloriosi Racconti lo ospitò nel suo palazzo per un grande banchetto in suo onore.

L'ultimo giorno del festival si tenne l'elezione del nuovo Re. Corvo Rosso prese la parola per appoggiare la candidatura di Toro Grigio, capofamiglia Tanka. Guardando i suoi pari vide la verità nei loro occhi, le relazioni fra i capi famiglia e la colpevolezza di Toro Grigio e Alce Nera nell'assassinio del Re. Una voce dentro di sè sussurrò "Figlio, tu che ti sei battuto col l'arma della ragionevolezza e della mediazione, agisci nel mio nome per riportare armonia in questo mondo decadente. Sii glorificato alla luce del Sole Invitto e all'ombra della Luna".

La sua voce risuonò potente: le sua parole appoggiavano la candidatura di Toro Grigio, il tono ne disapprovava l'elezione e le pause rivelarono chiaramente ai due traditori che sapeva.
La sua anima brillò e un Corvo Oro Opaco brillò intorno a lui.
Come prevedeva i capi famiglia non elessero Toro Grigio e come prevedeva fu lui a diventare Re.
Chiaro era nella sua mente il futuro: i Vagabondi sarebbero stati riuniti e sarebbero diventati i portatori del ritorno della luce nel mondo.

Abbandonò la famiglia per vagare alla ricerca del suo popolo con la certa lealtà di Toro Grigio e Alce Nera.

ASPETTO
Corvo Rosso è un giovane estremamente affascinante. Lunghi capelli corvini raccolti in ciocche tenute insieme da ciondoli di argento. Occhi verde brillante dal taglio obliquo scrutano l'interlocutore. Un piercing adorna il sopracciglio sinistro.
Le mani sono ricche di anelli in oro e argento. Solitamente indossa vesti dai colori sgargianti. Attorno al petto tiene una cinta che accoglie numerosi coltelli da lancio.
Sotto i vestiti indossa un corpetto di pelle grigiastra. Tale corpetto in realtà non è altro che un demone-armatura (Peronelle) evocato da Corvo Rosso. Allo scadere dell'anno e un giorno di contratto, Corvo Rosso ne evoca sempre uno nuovo.
Corvo Rosso è sempre accompagnato da due Scimmie di Sangue, demoni del primo cerchio, che fungono da guardie del corpo. Tali creature sono solitamente smaterializate ma la loro natura li porta a materializzarsi ogni volta che se ne presenti l'occasione (ovvero ogni qualvolta ritengono che il loro padrone sia minacciato).

CARATTERE
Corvo Rosso è un uomo estremamente ragionevole e propenso alla mediazione. Per inclinazione tenderà sempre a parlamentare in quanto è estremamente confidente di ottenere l'accordo più soddisfacente possibile per i propri interessi. Tuttavia non si è mai trovato in una situazione per cui, apparentemente, non vi sia spazio per il dialogo e pertanto le sue reazioni in tal eventualità sono ignote.

MOTIVAZIONE
Corvo Rosso ha una motivazione ambiziosa: quella di riunificare il suo popolo e di trasformarlo da un popolo di attori girovaghi in perenne lotta fra loro, in un popolo di narratori di leggende, mediatori e conoscitori di culture.
Un popolo che abbracci tutta la creazione sostenendola con la ragionevolezza e gli insegnamenti della storia.

COSA SAI ?

Eri in viaggio verso nord per raggiungere delle numerose famiglie del tuo popolo. A quanto pare hanno dei problemi con un'orda di barbari che ha conquistato dei territori a meno di una settimana dalla valle; pare che tali orda, comandata da un Khal esigano dei tributi per potere permettere ai Vagabondi di esercitare nei loro nuovi territori. Ti hanno pregato di veniere a fare da mediatore.
Il tuo viaggio è stato però interrotto da uno spirito uccello che è venuto a riscuotere un favore che dovevi ad un dio dei venti. A quanto pare, un suo collega aveva bisogno urgente di un mediatore di razza per sistemare una faccenda estremamente scottante e pericolosa.

Due popoli in guerra, abitanti delle pianure contro abitanti della foresta. Due modi di vita diversi, una guerra che andava avanti da secoli ma che poi è stata interrotta grazie all'accordo fra i due regnanti. Poi il re delle pianure è morto improvvisamente e la guerra è scoppiata nuovamente.
A capo del popolo della foresta vi è un solare della casta degli Zenith mentre il nuovo generale del popolo della pianura è un solare della casta degli Alba. Non ti sei mai trovato a dovere dirimere la questione fra due fratelli ma da quel che ricordi se ci sono due caste poco ragionevoli sono proprio Zenith e Alba. Gli uni sono dei re-dei, gli altri degli dei della guerra.
A peggiorare il tutto vi è il fatto che l'Alba, Arak il Lupo, è disperato. Ha perso la sua famiglia per gli attacchi del popolo dei boschi, suo fratello adottivo, nonchè migliore amico, è morto a causa di una malattia che ha decimato la casta guerriera e sta' tuttora decimando il suo esercito. In più ha trovato un'arma della prima era di potenza titanica. A quanto ti ha spiegato lo spirito del vento che devi aiutare, l'arma è potenzialmente in grado di devastare tutta la valle, foresta e pianura.
Dopo avere stretto un patto di collaborazione con il dio della foresta sei andato a parlare con i due capi. Kemak,lo Zenith, ti è sembrato ragionevole ma preoccupato e confuso. Non capisce il perchè della ripresa della guerra.
Arak è devastato, pazzo e infelice...purtroppo anche spaventosamente letale. In un barlume di lucidità, svegliato grazie ai tuoi potnti prodigi, sei riuscito a convincerlo ad accettare un incontro nel palazzo della dea del fiume sacro che attraversa e da vita alla valle (dea Aki).

Speri di sistmare il tutto e di far si che tutti ti debbano un favore che tu sei intenzionato a baattre con il libero accesso del tuo popolo alla valle e il rpivilegio di essere un loro ambascitore (che ovviamente userà in un futuro il suo popolo come corpo diplomatico).
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Postby Yuki » Fri Oct 05, 2007 1:11 pm

Divinità ed elementali con interessi nella vicenda.


AKU - SPIRITO DELLE TEMPESTE DEI TERRITORI DELLA VALLE

Aku è uno spirito dell'aria. Nato come spirito del vento in una gola della valle. Durante la sua vita è diventato sempre più influente grazie a capacità diplomatica, attenzione per gli abitanti della valle e grande capacità personale.
Aku è al momento soddisfatto del suo attuale incarico. Le sue mansioni lo portano a cooperare sia con lo Moltitudine di spighe sia con il dio della foresta. Saltuariamente collabora anche con Tzumi, il drago del fuoco che si occupa degli incendi nella valle, anche se la maggiore parte delle volte sono in contrasto.
La sua mansione gli permette di essere indispensabile ad entrambi i popoli e questo gli assicura influenza nelle corti naturali.
ASPETTO
Aku appare come lupo col corpo allungato. Sulla schiena cominciano ad apparire delle scaglie, segno Aku si avvicina alla elevazione spirituale che rende gli elementali dei draghi.
Gli occhi sono bianchi senza pupille e leggermente luminescenti. Quando Aku è irato gli occhi lampeggiano come dei fulmini.
Le zampe sono circondate da nubi che diventano più grosse quando Aku corre nel cielo.
La voce è solitamente delicata come la pioggia ma nei momenti di ira profonda come il tuono.

In forma umana appare come un giovane flessuoso dalla pelle chiara e lunghi capelli azzurri raccolti con una coda.
Gli occhi rimangono bianchi.
I vestiti sono blu con nuvole bianche stilizzate. Le vesti ampie ricordano il vento.
Indossa pantaloni blu con nuvole bianche stilizzate. Le vesti azzurre hanno ampie maniche bianche e azzurre.

MOTIVAZIONE
Conservare l'attuale stato di equilibrio fra foresta e pianura (e così avere più adoratori e un lavoro più vario)


AKI - DEA DEL FIUME VERDE

Aki è diventata dea del fiume verde da pochi secoli subentrando al precedente dio.
Si presenta come una giovane e bellissima donna dai capelli verde scuro. Gli occhi colore dello smeraldo e la pelle di porcellana, le labbra sono carnose e color rubino. Indossa fluenti vesti in seta verde, nere e oro che arrivano fino ai piedi. Quando si muove sembra fluttuare.
Nelle ampie maniche nasconde due ventagli di giada nera e verde. Sono Gorgo e Cascata.
Nel parlare è come il fiume,lenta e pensierosa ma inarrestabile. Le sue argomentazioni sono come l'acqua di un fiume che tutto erode.
In combattimento si affida ai suoi ventagli oltre che al potere di comandare i corsi d'acque.


MOTIVAZIONE
Aumentare il proprio potere e diventando le dea della terre delle lance celesti



IL DIO DELLA FORESTA

ASPETTO
Il dio della foresta appare ora come un ragazzo, un uomo o un vecchio a seconda della stagione.
In primavera il dio appare come un ragazzo dai folti capelli verde chiaro impreziosito da boccioli e fiori primaverili. Gli occhi sono verde chiaro. Indossa piccoli pezzi di tessuto che coprono le pudenda. Il corpo coperto di tatuaggi verdi è flessuoso come un giungo.
In estate appare come un aitante giovane dai capelli verde scuro come il colore degli occhi. Fra i capelli oltre a fiori estivi sono presenti ghiande acerbe. I tatuaggi assumono una tinta verde scuro. Il corpo è poderoso. Indossa
In autunno appare come un uomo di mezza età con capelli dei colori dell'autunno. Gli occhi sono verdi con striature gialle e coriandoli dorati. Il capo è cinto da una corona di ghiande e frutta. Il corpo è meno muscoloso e un poco appesantito. Indossa vesti arancio, rosso scuro e marrone.
In inverno appare come un vecchio alto e magro dagli occhi grigio verdi. I capelli sono grigio bianche con rami di vischio interecciati. Una folta barba copre le guance. Le vesti sono lunghe e grigie.

E' in grado di assumere la forma di qualunque animale anche se predilige quelle di cervo. E' distinguibile, in ogni forma, per le unghie in giada verde (artigli, zoccoli) e per i fiori che crescono ogni volta che il suo piede tocca terra e che muoiono quando lo rialza.

E' in grado di evocare dal nulla "Artiglio Verde" (una possente lancia in giada verde) e "Respiro della Foresta" (un arco in giada verde corredato da una faretra in grado di generare frecce).
In combattimento fa uso di una armatura di giada verde raffigurante delle foglie di quercia.

MOTIVAZIONE
Assolvere ai suoi compiti di gestore della Foresta delle Lance Celesti.
NB:E' uno dei pochi dei ligi al compito assegnatoli dalla burocrazia celeste). In questo periodo è necessario mantenere equilibrio fra foresta e pianura. Da vero dio obbediente ai dettami della burocrazia cerca di evitare il contatto con gli uomini il più possibile. Si è manifestato apertamente solo di rado anche se da quando Kemak è stato glorificato si è presentato a lui sempre più frequentemente. Tali visite, di solito volontarie ma a volte richieste dallo stesso Kemak, avvengono rigorosamente in privato.


MOLTITUDINE DI SPIGHE - DIO DELLA AGRICOLTURA DELLA VALLE

ASPETTO
MdS appare come un uomo di mezza età con una folta barba e lunghi capelli entrambi di spighe dorate.
Gli occhi sono colore del grano.
La pelle è leggermente tinta di verde.
I vestiti sono verde scuro con ricami gialli di spighe e campi di grano.
I vestiti hanno varie bruciature e alcuni punti dei capelli e della barba sono in fiamme. Le fiamme non si espandono ma nemmeno si spengono.

MOTIVAZIONE
Aumentare il suo potere nella valle per ottenere una promozione.

TZUMI - DRAGONE DEL FUOCO, FUNZIONARIO DEGLI INCENDI DELLA VALLE

ASPETTO
Tzumi, come tutti gli elementali di grande potere, ha assunto la forma di drago. Un lungo serpente di fuoco con la testa di lupo.
In forma umana appare come un grande uomo con folti capelli rossi e lunghe basette. Quando è adirato sono fiammeggianti mentre quando è tranquillo assumono il colore della brace.
Gli occhi sono completamente neri e rossi come la brace e si infiammano quando è animato.
Quando respira emette sbuffi di fumo.
Indossa vesti da battaglia rosso cupo con un armatura in giada rossa. Sulle spalle porta una colossale gran-daiklave in giada rossa chiamata "Tempesta di fuoco".

MOTIVAZIONE
Assolvere al proprio mandato soddisfando la sua natura distruttrice.

CROM - DIO DELLA GUERRA E DELLA DISTRUZIONE DEL POPOLO ARKONNEN

ASPETTO
Crom appare come un incrocio fra un colossale barbaro e un muflone.
IL torso umano è ampio e muscoloso e coperto da disegni tribali grigio scuro.
I possenti avambracci sono avvolti da grossi bracciali di giada bianca raffiguranti la testa di un muflone.
Negli occhi grigi brilla una luce astuta.
Il volto, dai pesanti lineamenti, e coperta da una folta barba. I capelli sono grigi e folti. Due enormi corna ritorte sormontano il capo.
Dalla cintola in giù, Crom è un muflone. Quattro potenti zampe con zoccoli in giada bianca.
Dal collo alla coda Crom è rivestito da una spessa corazza bianca che si estende fino ai quarti posteriore, oltre a coprire enormi spalle.
Sulla schiena porta "Flagello Tonante" una enorme ascia bipenne a due mani con la lama in giada bianca montata su una luga asta di osso nero di behemot. L'altro lato di Flagello Tonante termina in una spessa lama di lancia.
La lame sono istoriate e narrano gesta guerresche di millenni prima.
Crom utilizza Flagello Tonante dalla parte della lancia per caricare mentre nel corpo a corpo utilizza l'ascia.

MOTIVAZIONE
Espandere il suo dominio per potere destitire il dio della distruzione di civiltà Amoth e prenderne il posto.

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No! Voi avete la speranza che quando le vostre pistole saranno scariche io non sarò più in piedi, se no sarete tutti morti prima di aver ricaricato.
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Postby Yuki » Fri Oct 05, 2007 1:21 pm

IL VASO DI PANDORA

L'altare colossale ritrovato da Arak altro non è che una devasante bomba di essenza. A differenza dei globi della Distruzione, uqesto non si distrugge ma consuma e imprigiona l'anima di colui che lo attiva.
Fu usato per la prima e l'unica volta all'inizio delle guerre primordiali per abbattere un Primordiale. Venne portato in dono ad una anima principale del dio. Lo spirito si chiamava Pandora. Plagiata dalle parole dei solari apriì il Vaso che liberò una immane quantità di essenza. Lei venne risucchiata nel Vaso ove tuttora risiede nella speranza di venire liberata. Il feticcio del primordiale venne spazzato via lasciando il primordiale come una massa informe, presto distrutta dall'esercito dei solari.
Chiunque apra il Vaso porterà distruzione nella terra delle Lance Celesti oltre a liberare un dio della potenza paragonabile ad un demone del terzo cerchio.
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Postby Yuki » Thu Oct 11, 2007 2:44 pm

Forse dovevo esplicitarlo :D .
qualcuno ha opinioni sui pg ? Che ne pensate ? Come posso migliorarli, renderli più interessanti etc. ?
Quale preferireste giocare ?

Ad esempio, un suggerimento per la motivazione di Arak il lupo ? non mi soddisfa molto quella della vendetta...

Per chi volesse sapere invece il dietro le quinte me lo faccia sapere.
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Postby Lord Ryott » Thu Oct 11, 2007 4:29 pm

Oooooh! Belle le ambientazioni alternative!

La motivazione del Dawn è debole in assoluto, ma se la cambi dopo una parte di avventura, regge ed è razionale. Può presentarsi un indizio, una situazione o un conflitto che sposti l'attenzione del Solare dal proprio dolore, al dolore della terra.
Da qui la motivazione può essere proteggere il proprio popolo dagli dei approfittatori, ricostruire l'esercito ed utilizzarlo per difendere il territorio, oppure più specifico, come distruggere il dio della distruzione o rimpiazzarlo (con l'aiuto dell'Eclissi) con un dio più benevolo (certo certo...).
In un certo senso sarebbe più appropriato che fosse il Dawn a volere l'impero e lo Zenith ad incazzarsi con gli dei impiccioni o disonesti. Però si rischia di snaturare lo Zenith.

Piuttosto, mi preoccupa l'Eclissi: okkio alla missione per cui era partito, perché c'è il pericolo che si disinterssi dell'avventura per correre dietro al Khal.
Più specifici non si può essere adesso, senza postare il contenuto dell'avventura. Però, che cacchio, ti capiamo.

Per il resto, belli i pochi tratti con cui è disegnato il "mondo". I BG sono un po' lunghi, ma non ci sono parti inutili, ed è un bene.
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Re: La terra delle lance celesti

Postby Yuki » Thu Oct 25, 2007 10:48 am

Per l'Alba la motivazione deve essere legata al suo stato di prostrazione ma non deve essere tale da fargli usare la bomba a muzzo. Un "Riportare l'ordine nella valle" potrebbe starci ma forse diventa troppo semplice.
Alcune delle altre motivazioni da te proposte, pur essendo interessanti e assolutamente logiche, non possono essere usate per motivi di storia :-)

Per quanto riguarda l'eclisse dovrebbe tenerlo lì sia il favore da fare al dio sia la possibilità di estendere l amano dei Girovaghi anche alla valle. Diciamo che mi auguro che i giocatori ragionino per bene all'inizio dell'avventura.

Ah, l'avventura parte ovviamente con i tre eroi, nel palazzo della dea del fiume verde, che si confrontano per la prima volta.
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