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L'Alba di una nuova era(storia di una siderale)

Lo spazio dove inserire le vostre gesta!

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L'Alba di una nuova era(storia di una siderale)

Postby Shinigami » Fri Mar 21, 2008 4:09 pm

volevo condividere con voialtri la storia di un personaggio cui tengo molto, che sto scrivendo, spero sia la sezione giusta.
Le prime luci dell'Alba
Mille e cinquecento anni sono davvero un'enormità. Una mente comune faticherebbe a pensare agli eventi che possono succedere in un periodo simile, giusto lo studio della storia è di un qualche aiuto. Eppure c'è chi è destinato a vedere quella storia succedere, ad assistere in prima persona ed esserne protagonista per più di mille e seicento anni addirittura, pur non essendo un dio, ma un mortale. Questo è essere un eccelso: un grande onore, quanto un grande fardello.
Io coltivavo il sogno di diventare una grande eccelsa fin da bambina:"la più grande combattente che il Creato avrebbe mai potuto ricordare" mi ripetevo in continuazione, e alla fine sono riuscita a realizzare una parte del mio progetto: sono un'eccelsa. Non è andato tutto come previsto, io sognavo la gloria dell'esaltazione solare, pregavo ogni giorno che il Sole Invitto rivolgesse il suo sguardo su di me, praticavo le arti marziali, mi allenavo con la spada, facevo ogni cosa in funzione dell'esaltazione più gloriosa. La mia attitudine autodidatta, insieme ai miei sogni di gloria, venne interrotta alla tenera età di sei anni quando l'Ufficio celeste del Destino decise che aveva bisogno di me. Fu forte la mia delusione all'inizio, riuscivo a vedere soltanto il fatto che il Sole Invitto non mi aveva considerata, non ero all'altezza dei suoi prescelti. Gli anni del mio addestramento furono duri, e all'inizio anche un po' difficili, disprezzavo quello che il Fato aveva in serbo per me e il mio sifu mi rimproverava aspramente, cercai anche di scappare due volte da Yu-Shan. Mi vien da ridere ancora adesso quando ci penso.
Col passare degli anni mi resi conto che il compito che mi aspettava era gravoso, certo, ma decisamente gratificante.
Ancora non sapevo cosa mi attendeva, sentivo costantemente parlare del Telaio del Fato, ma non avevo mai avuto la possibilità di vederlo e non avevo minimamente idea di cosa mi aspettava.
Il giorno della mia esaltazione fu l'esperienza più emozionante della mia vita, paragonabile soltanto alla tempesta di emozioni devastanti che provai cento anni dopo circa, durante l'evento più tragico che il Creato avrebbe mai attraversato. l'Usurpazione.
Ho sentimenti contrastanti e fortissimi a riguardo e i ricordi più brutti della mia vita, quello che non mi perdonerò mai, sono legati a quell'evento; per quanto il mio potere sia divino, il mio cuore è umano non potevo rimanere insensibile e barricarmi dietro un semplice:"è stato necessario".
Tornando al giorno della mia esaltazione, fu decisamente il più piacevole e gioioso della mia, ormai lunga, esistenza. Ero cosciente, e questo mi spaventava molto, che da quel giorno in poi tutto il futuro del creato era anche nelle mie mani, sarebbe bastata una scelta sbagliata, un errore di valutazione per rischiare di compromettere anche un'intera generazione; la responsabilità che avevo nei confronti del creato non era più leggera di quella dei solari, e seppure i mortali non avrebbero gridato il mio nome con adorazione, facevo parte di una elite esclusiva e potente del creato, forse persino più erudita ed influente di quella solare. Vivevo nella città Celeste, a stretto contatto con gli dei, avevo diritto ad una magione che andava oltre i miei sogni più sfrenati, la mai paga valeva tantissimo e sul creato avrei potuto fare invidia ai grandi nobili per lo stile di vita che potevo permettermi: persino i solari non avrebbero mai avuto tanto lusso e un'abitazione in mezzo agli dei stessi. Cominciava a piacermi davvero l'essere una prescelta delle Vergini, ero poco nota ai mortali, certo, ma ero nota agli dei, persino gli Incarna Celesti conoscevano il mio nome ed il mio volto, ma gli agi non erano l'unica cosa che mi stava piacendo di quella vita, le vere soddisfazioni venivano dal lavoro che svolgevo e dalla discrezione che richiedeva: dovevo, in pratica, assicurarmi che i meccanismi che reggevano il creato fossero sempre ben oliati e che la burocrazia celeste avesse i riscontri che cercava, lavoravo in un apparato governativo in piena regola, solo su scala molto più vasta.
Il trattamento che mi veniva riservato era più o meno quello che mi aspettavo, ero giovane e quindi venivo messa a fare i lavori che nessuno voleva sobbarcarsi, spesso addirittura mi trovavo a fare da cameriera alle riunioni informali degli anziani siderali. Nonostante me l'aspettassi mi dava estremo fastidio, ero una prescelta di Marte, un'eccelsa combattente, non una stupida sguattera e questo faceva sì che io provassi una certa soddisfazione quando vedevo gli anziani venir trattati con condiscendenza ed una punta di scherno dai Legiferi, e perfino dai Lunari, che godevano di una considerazione maggiore presso i solari.
Finalmente qualche anno dopo arrivò il mio primo incarico. Sarei stata di istanza presso le truppe guidate da un anziano solare della casta dell'Alba di nome Hariaan. Ero emozionata come una ragazzina, forse perchè lo ero, quando seppi di quell'incarico, dopo anni di attesa avrei visto l'azione, il campo di battaglia, ero tutta un fremito, sebbene la missione consistesse in un mero pattugliamento di un confine del creato un po' problematico in quel periodo. Hariaan mi trattava molto bene a dispetto della moda solare, mi viziava un po', spesso mi faceva quasi sentire come se fossi sua figlia, mi apostrofava sempre come Lady Alba Cremisi, spesso mi portava il tè nella tenda alla fine della giornata accompagnato dalla sua splendida compagna lunare. Rania Crepuscolo di Sangue, questo era il suo nome, era una fiera e valorosa appartenente alla casta della luna piena, nonchè la punta di diamante dell'esercito di Hariaan, di cui era profondamente innamorata. La lunare , se possibile, mi trattava perfino meglio di Hariaan, era molto protettiva con me, ma mai in modo eccessivo, e apprezzava la mia sete di combattimenti, tant'è che mi portava sempre con se nei suoi assalti in prima linea contro i fatati, senza mai perdermi di vista però. Anche i mortali mi volevano bene, spesso e volentieri cercavano di coinvolgermi nelle loro bisbocce notturne facendomi ubriacare fino a che non cadevo addormentata, riportandomi poi nella mia tenda. Non che ci volesse poi così tanto per stendermi con l'alcool. Ero la mascotte della truppa. Solo gli ufficiali terrestri non mi vedevano di buon occhio, non tolleravano che ci fosse una ragazzina a dare loro ordini, e come biasimarli? A quale eccelso più che centenario non darebbe fastidio prendere ordini da una ventitreenne? Io stessa non sopporterei mai di farmi comandare da un ragazzino. All'epoca però ci stavo male, i sangue di drago mi guardavano sempre con un filo di disprezzo ed io non riuscivo a fare a meno di abbassare lo sguardo. Se volevano farmi sentire fuori posto ci riuscivano benissimo. Le prime notti piangevo come un cucciolo senza la mamma, rannicchiata sotto le mie coperte, mi sembrava di essere la peggior frana di eccelso che le Vergini avessero mai avuto. Ero una prescelta di Marte e non ero in grado di farmi rispettare, che onta. Hariaan e Rania furono davvero dolci con me, la lunare fu anche unpo' burbera con me, ma sapevo che lo faceva per il mio bene, e quindi non le ho mai portato rancore.
Insomma come prima missione fu davvero eccitante, anche perchè scontri ce ne furono, e uno di questi fu anche molto pericoloso: cademmo in un'imboscata dei fatati, ma grazie al genio tattico di Hariaan, al valore in battaglia di Rania e alla solidità della truppa sopravvivemmo con pochissime perdite e umiliammo i fatati costringendoli ad una ritirata scomposta. Mi sentivo ebbra di quella sensazione, in quel momento mi sarei potuta lanciare contro il più grande dei behemoth senza la minima esitazione. Era quella la gloria che il Sole Invitto concedeva ai suoi "figli"? Era semplicemente meravigliosa. Da quel momento non avrei più potuto farne a meno.
Passarono gli anni, la piccola Alba divenne il Turbine Rosso(nomiglolo che mi affibbiò un anziano vedendomi in azione), e finalmente i miei pari non mi guardavano più come ad una mascotte, ma come ad una di loro.


questa è la prima parte, qui termina la sua storia pre Usurpazione. appena vado avanti posto il resto se vi piace
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Re: L'Alba di una nuova era(storia di una siderale)

Postby daemian » Sat Mar 22, 2008 9:50 am

bello come inizio ^___^
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Re: L'Alba di una nuova era(storia di una siderale)

Postby Ravenard » Tue Mar 25, 2008 10:12 am

mi piace un sacco! è scritta bene ed è coinvolgente,aspetto con ansia il seguito
è tutta una questione di giocatori e master, ci sono quelli eccelsi e quelli no
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Re: L'Alba di una nuova era(storia di una siderale)

Postby Shinigami » Wed Mar 26, 2008 4:17 pm

ecco la seconda parte quella precedente agli eventi burrascosi che diedero inizio alla seconda era
Tradimento e Giustizia
Venivo mandata in missioni sempre più importanti e il mio ruolo era sempre meno di supporto. Negli ultimi tempi pre-Usurpazione agivo sempre più da sola o con qualche compagno, rigorosamente siderale, al più, i miei contatti con i Legiferi andavano diradandosi col passare del tempo; era chiaro che la situazione stava in qualche modo andando verso un climax disastroso. Io avevo sentore che le cose stessero peggiorando, ma non avevo la minima idea di quanto: per come la vedevo io le cose si sarebbero risolte con qualche scossone o poco più, ero ingenuamente ignara sulla catastrofe che stava delineandosi all'orizzonte.
Il degrado dei solari andava palesandosi di giorno in giorno, e il malcontento di chi gli stava intorno cresceva di pari passo. In quei giorni difficili a Yu-Shan c'era particolare fermento, dei ed eccelsi erano oberati di lavoro e appariva ormai chiaro a tutti che qualcosa in merito al deliberativo solare andava fatto. Le proporzioni di quanto stesse succedendo mi furono più chiare quando seppi che il Sole Invitto aveva voltato le spalle ai suoi protetti dopo millenni di glorie. Quello che io credevo sarebbe stato qualche scossone cominciava ad assumere le dimensioni di una tragedia, gli eccelsi Siderali più anziani mostravano sempre più insofferenza e cominciavano a complottare sempre di più. A Meru le cose non andavano meglio. La follia dei solari andava peggiorando e colpiva un crescente numero di Legiferi, le sedute del deliberativo erano sempre peggio: scoppiavano risse per un capriccio oppure non si tenevano affatto le sedute per motivi altrettanto futili, pur avendo ordini del giorno piuttosto urgenti. Ero disgustata da quella situazione, per la prima volta in un secolo di vita mi ritrovavo a disprezzare l'esaltazione che per anni era stata il mio sogno, il mio sdegno per la miseria di quello spettacolo cresceva ogni singolo giorno a ritmi vertiginosi. Era semplicemente intollerabile che accadessero cose simili ed io ringraziavo ogni giorno che le Vergini mi avessero salvato da una simile caduta.
Un giorno, mentre ero di ritorno da un'esplorazione ai confini del Wyld con un paio di compagni, venni fermata da uno spirito messaggero che mi consegnò una lettera ufficiale con tutti e cinque i sigilli delle Vergini. Il cuore mi si fermò per un istante. Cosa poteva esserci di tanto importante da richiedere l'attenzione di tutti i dipartimenti del Bureau del Destino? In cuor mio lo immaginavo, ma rifiutai quei pensieri fino all'apertura della missiva. Tutto subito provai un senso di disorientamento alla lettura della missiva, non mi immaginavo che le cose sarebbero andate in questo modo. Si trattava di una convocazione al Telaio del Fato per tutti gli eccelsi prescelti delle cinque Vergini. Tutti, nessuno escluso, l'astensione non era contemplata. Mi tremavano le gambe, camminai a stento fino alla mia residenza celeste e, una volta arrivata, mi buttai sulla prima cosa comoda che ebbi a portata. Ero esausta pur avendo fatto solo pochi metri, mi sentivo morire, la mia mente vagava tra inenarrabili catastrofi, nessuna delle quali mi vedeva in qualche modo esclusa dal suo palcoscenico. Cosa potevo fare? Mille dubbi mi assalivano, avrei tanto voluto scappare, ma sapevo che non l'avrei fatto, non avrei potuto coprirmi di una simile vergogna proprio io che volevo essere la più grande combattente del creato fin da piccola. Ma qual'era la soluzione a quelle mille domande che mi affliggevano? Passai le ore e i giorni successivi a riflettere alle possibili conseguenze di quello che stava succedendo senza riuscire a venirne a capo, cercavo una soluzione che avrebbe salvato tutto, ma senza risultati, più il tempo passava più ero consapevole che il disastro sarebbe stato inevitabile. Sulla convocazione non c'era scritto il motivo dell'adunanza, ma ero certa che si trattasse della questione solari.
Arrivò il giorno fatidico ed io, pur tra mille incertezze ed una forte tenazione alla fuga, mi recai al telaio del fato. Non ero pronta ad affrontare quella situazione, avevo vissuto nella bambagia per circa cento anni, il problema più grosso che avevo affrontato era uno sparuto manipolo di Fatati che riuscì a fare incursione fino a Biancomuro gettando la città nel panico, si trattava di ordinaria amministrazione, o poco più, per me. Arrivai davanti al Telaio insieme ad una ventina di Eccelsi come me. Le Fanciulle erano là davanti all'ingresso, immobili senza espressione alcuna che indicasse in qualche modo approvazione o disapprovazione rispetto a quello che stavamo facendo. Marte osservava con sguardo severo, ma i suoi occhi quel giorno sembravano trafiggermi . Quando arrivai davanti alla porta mi inginocchiai davanti alla mia Dea quasi cadendo, le gambe non avevano fatto alcuna fatica a lasciarmi andare giù.
"Alzati."
Il mio petto quasi esplose per il sussulto che provai in quel momento. Stava davvero parlando con me? Era la Vergine? Tremai.
"Alzati Alba" ripetè con autorità.
Mi alzai lentamente senza guardarla in volto. La sua mano, gentile ma decisa alzò il mio volto fino ad incorciarne lo sguardo. Il suo sguardo mi colse impreparata, oltre alla fierezza che avevo sempre visto in quegli occhi rossi, il suo sguardo trasmetteva quasi fiducia. All'inizio credevo fosse solo un'impressione data dalla necessità di stemperare il momento, ma il suo sguardo non mutò e dopo pochi istanti mi disse:"Fai ciò per cui ti ho scelta. Non esitare e porta la tua bandiera con onore ed io sarò fiera di te." Le sue parole risuonarono come il rombo di una battaglia nelle mie orecchie, lasciandomi completamente senza riferimenti per quell'istante che mi parve quasi eterno. Poi mi congedò con un cenno del volto senza dire altro ed io mi diressi verso l'entrata della più grande meraviglia mai concepita.
Il corridoio che introduce al Telaio era sempre popolato dei rumori metallici che i Ragni producevano a qualsiasi ora del giorno e della notte lavorando senza sosta. L'anticamera che precedeva la camera del telaio rappresentava l'ultimo respiro prima della visione mozzafiato che mi aspettava, alla quale non mi sarei mai abituata. L'intricata matassa diu fili che si presentava davanti ai miei occhi era la volta celeste in tutto il suo vero splendore adornata di un luccichio di milioni di stelle che dal creato non si potevano vedere. In quel cielo meraviglioso si intersecavano passato presente e futuro del Creato in una visione confusa e chiara allo stesso tempo, miriadi di frammenti di vite attraversavano la mia testa incantandomi senza che io potessi, o volessi, ribellarmi. Il turbinio di immagini che mi inondava andò lentamente scemando a mano a mano che il chiacchiericcio degli astanti si faceva più forte. Quando mi ripresi sentivo ancora una sensazione di dolce inebetimento che traspariva dal mio sguardo fisso e vacuo verso gli scaffali delle pergamene ufficiali che entravano e uscivano quotidianamente da questo luogo, rovinando la poesia della volta celeste con la fredda ufficialità della burocrazia. La voce eterea di Asna Primonato, il primo dei ragni e padre di tutti gli altri, costruito da Autochton stesso, mi ridestò completamente.
"La conoscenza del futuro che cercate non si trova qui. In questo luogo troverete solo i percorsi che la mutevolezza del tempo potrà percorrere, ma la decisione finale sulla direzione non è in questi fili, ma in voi." A queste parole gli infiniti luccichii sembrarono muoversi e cambiare forma fino a mostrare la prima delle visioni che avremmo avuto. Si presentò davanti a noi un creato nuovo, molto diverso da quello che conoscevamo, perfino la sua configurazione geografica era diversa, seppure non di molto. Qui gli uomini vivevano in periodo di relativa pace al prezzo però della gloria che avevavo avuto fino ad adesso, ci sarebbe stato molto più lavoro anche per noi, ma almeno ci sarebbe stato ancora un futuro. Poi tutto mutò nuovamente. Questa volta il Creato non compariva neanche nelle immagini, ma si vedevano solo alcuni solari intenti a lavorare per il creato. L'ultima visione che ci venne presentata mostrava il creato in rovina mentre gli eccessi dei solari continuavano senza sosta e tutto ciò che esisteva precipitava verso una fine ingloriosa.
La fine della rappresentazione del Telaio lasciò tutti in silenzio, la situazione era surreale: il silenzio dei quasi cento eccelsi copriva il costante rumore meccanico del lavoro interminabile dei Ragni.
Chejop Kejak prese la parola poco dopo.
"Appare chiaro che non possiamo lasciare che tutto continui così com'è, è nostro preciso dovere fare qualcosa" disse. Le sue parole scatenarono una animata discussione disordinata che fu ripresa in fretta dallo stesso Kejak e da Tammiz Ushun. I due si lanciarono in un dibattito che ci coivolse tutti, ma che li vedeva comunque protagonisti. Io, nel mio piccolo, sapevo che la decisione che sarebbe stata presa in quel frangente sarebbe stata comunque drastica, e vedevo nelle parole di Kejak la soluzione migliore: i solari dovevano cadere, tutti, la loro follia era troppo pericolosa perchè si lasciasse un margine di diffusione. Credo che in quella mia risolutezza oltre alla consapevolezza ci fosse lo smacco di non essere diventata un solare, li avevo sempre invidiati e, per quanto mi piacesse quello ce facevo, non avevo mai smesso di rimpiangere il mio destino. Il mio orgoglio mi voleva sullo scalino più alto del Creato.
Uscii con passo deciso dalla sala del Telaio, cercando con lo sguardo Marte, la mia dea, che ora non c'era più. Avevo fatto bene? Il mio appoggio al piano del vecchio Kejak era quello che lei voleva? Non avrei avuto risposta a quelle domande. Ero sola con le mie convinzioni e soprattutto con le mie incertezze.
Last edited by Shinigami on Mon May 05, 2008 3:47 pm, edited 2 times in total.
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Re: L'Alba di una nuova era(storia di una siderale)

Postby Ravenard » Tue Apr 08, 2008 10:26 am

vogliamo la parte finale con lo scontro con i solari!!!! :D
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Re: L'Alba di una nuova era(storia di una siderale)

Postby daemian » Wed Apr 09, 2008 10:49 am

Ravenard wrote:vogliamo la parte finale con lo scontro con i solari!!!! :D


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Re: L'Alba di una nuova era(storia di una siderale)

Postby Shinigami » Tue Apr 15, 2008 2:39 pm

ho avuto un po' di casini ultimamente, ma entro breve dovrei riuscire a ultimare la parte dell'usurpazione :) grazie per il sostegno :) sono contento vi piaccia.
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Re: L'Alba di una nuova era(storia di una siderale)

Postby Ravenard » Thu May 01, 2008 8:21 am

sono passati 16 giorni e ancora non si vede la fine....attento che se tardi ancora chiamo Marte stessa a farti un richiamo :badgrin:
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Re: L'Alba di una nuova era(storia di una siderale)

Postby Orian Iceyes » Fri May 02, 2008 10:28 am

MI hai appassionato! vorrei sapere anch'io come finisce :)
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Re: L'Alba di una nuova era(storia di una siderale)

Postby Shinigami » Sun May 04, 2008 7:03 pm

è stato un periodo un po' difficile l'ultimo, ma in questo momento sto scrivendo l'ultima parte della storia, credo entro stasera, al max domani avrò finito.
a dire il vero questa parte sarebbe la penultima, ma l'ultima parte è breve e si tratta di ultimi ritocchi per allargare semplicemente il campo dalla protagonista ad un panorama un po' più generale, che però qui tutti conosciamo piuttosto bene :)
quindi la parte che andrò a postare tra stasera e domani sarà effettivamente la fine del racconto così come l'ho concepito all'inizio. il resto sono piccole aggiunte, una specie di piccolo epilogo.
PS: nel caso a qualcuno fosse sfuggito la protagonista di questo racconto potete vederla in forma Chibi nella mia sign :D
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Re: L'Alba di una nuova era(storia di una siderale)

Postby Shinigami » Mon May 05, 2008 4:43 pm

Ecco il finale!
Epitaffio di un'Anima Sepolta Viva
Le notti che seguirono furono insonni a causa dei dubbi che mi tormentavano. I miei pensieri si rincorrevano veloci nella mia mente, non riuscivo a seguirne la traccia, la mia mente era nel caos più completo. Avremmo dovuto infrangere una serie di regole mai scritte che però erano ben più radicate delle leggi emanate dal deliberativo solare, e, peggio ancora, avremmo dovuto violare delle leggi celesti. Certo, alcuni dei erano dalla nostra, ma quello che aveva un ruolo fondamentale nel futuro imminente sarebbe stato vittima di un grave sopruso, per il quale avremmo pagato molto caro.
Rimasi chiusa nella mia residenza per i giorni che mi separavano dal funesto evento, speravo che la burocrazia celeste non avesse incarichi da affidarmi e mi resi irreperibile per chiunque. Furono giorni di durissimi allenamenti, quelli, dovevo essere al massimo delle mie capacità, non potevo permettermi errori di nessuna natura, ma principalmente non potevo permettermi di riflettere su cosa stavo per fare o sarei stata completamente sopraffatta dai miei dubbi e dalle paure.
Venne il giorno tanto temuto: si era deciso di rovesciare il delibeartivo ad una grande festa organizzata il terzo giorno della Calibratura radunando tutti gli eccelsi a Meru, i preparativi erano stati ultimati perfettamente in orario e i vari Prescelti di Venere si erano organizzati per intrattenere e far abbassare la guardia ai Solari. Io mi ero preparata per le grandi occasioni, mi era stato ordinato di presentarmi elegante, ma comoda per combattere, così decisi che il mio kimono per le dimostrazioni di Arti Marziali, cui ogni tanto partecipavo, sarebbe andato benissimo: elegante, raffinato e comodo. Mi premurai di arrivare da sola a Meru per evitare che mi vedessero in completa tensione e mi misi un po' in disparte una volta arrivata sul luogo della festa. I Solari arrivarono, come sempre, preceduti da onori di ogni foggia e natura, discutevano e scherzavano allegri, ignari del dramma che stava per consumarsi. Insieme ai Legiferi arrivarono naturalmente i loro compagni Lunari, i quali sembravano, come sempre, un po' a disagio in queste occasioni mondane. Io, nel mio angolo in disparte,avevo l'impressione che il tempo scorresse al rallentatore, l'attesa mi stava facendo impazzire, eppure non potevo assolutamente fare nulla, neanche lasciar trasparire il benchè minimo nervosismo. Contavo i secondi e pregavo che nessuno mi notasse o rivolgesse la parola, sentivo i battiti del mio cuore molto più forti del gran brusio fatto dai partecipanti al banchetto.
"Non ti diverti?" improvvisamente mi disse Kraan Zanne di Leone, Il devotissimo compagno di Aranya, una delle più grandi Taumaturghe di quell'epoca
"No. Odio le feste mondane e i damerini che vi partecipano, mi sento sempre un po' fuori posto." risposi nervosamente dopo la sorpresa iniziale.
"Sicura sia solo quello? Sembri molto tesa." replicò
Esitai. "Non è niente, davvero." risposi dopo poco.
Il Lunare mi guardò un po' dubbioso poi si allontanò salutandomi cortesemente.
"Maledizione! Sei un'idiota Alba, una maledetta idiota!" mi dissi. Kraan era noto per essere la più spietata delle furie sul campo di battaglia, nonchè estremamente protettivo e devoto alla sua compagna solare e la sua natura predatoria gli aveva permesso di fiutare la mia paura, questo era abbastanza per permettergli di stare in guardia. Il suo continuo confabulare con i suoi vicini non faceva che aumentare la mia angoscia... ero stata scoperta? Sospettavano qualcosa?Ma soprattutto: avevo compromesso tutto? Provai a fingere di mangiare qualcosa, ma la mia tensione ormai era tale che ogni boccone sembrava una tortura. Mi allontanai verso i bagni per vomitare al terzo boccone, la tensione nervosa che avevo addosso mi stava lacerando da dentro come fanno i barbari Berserker del nord con le loro vittime. Vomitai. Mi voltai verso lo specchio per osservarmi, vedendo solo un pallido spettro.
"Che cosa hai fatto Alba? Perchè ti sei infilata in questa faccenda? Cosa speri di fare?" non potevo più tornare indietro, lo sapevo bene, eppure in quel momento non riuscivo neppure ad andare avanti. La mia inesperienza e la mia emotività mi stavano condannando alla mia disfatta. Ne sarei uscita distrutta e ne avrei portato i segni per il resto della mia esistenza.
Rimasi chiusa lì per un bel po', non avevo davvero nessuna voglia di uscire, anzi pensai addirittura di scappare senza farmi vedere da nessuno. Non lo feci e quella fu l'ultima possibilità che avevo di sfuggire a quella crudele congiura.
D'improvviso un urlo mi ridestò dai miei pensieri.
"Tradimento! alle armi!" arrivò violento dalla sala principale.
Il dado era tratto. Non avevo più nessuna scelta, nè scusa.
Corsi verso l'ingresso della sala principale, dove erano depositate le armi di tutti, comprese le mie. Quando raggiunsi metà del corrdoio Kraan Zanne di Leone balzò fuori dalla sala principale trascinando con sè due terrestri decisamente malconci, probabilmente morti, le sue zanne e i suoi artigli grondavano sangue. Mi paralizzai immediatamente riflettendo su dove nascondermi, se mi avesse avuto fra le grinfie mi avrebbe fatta a pezzi senza difficoltà. Prima che potessi fare qualunque cosa lui mi vide e fu su di me. Mi sollevò stritolandomi il collo.
"Piccola miserabile sgualdrina, ora mi racconterai tutto. Cosa significa questo? Chi ha ideato questa follia? Dimmelo ora!" urlò a meno di cinque centimetri dal mio viso, premurandosi di mostrarmi le sue zanne.
Io soffocavo e cercavo di allentare la sua stretta senza risultati, la sua forza surclassava abbondantemente la mia. Non sarei sopravvissuta ancora molto se non mi avesse lasciata.
Mi sbattè violentemente contro il muro urlando ancora:" Chi? Dimmi chi c'è dietro tutto questo! oppure ti div..." Fu bruscamente interrotto da un urlo.
Era la sua compagna che stava soccombendo ai Terrestri. Mi lasciò di scatto e corse via senza dire una parola, ma ringhiando tanto da scuotere e mettere terrore in chiunque lo avesse sentito.
Corsi verso le mie armi, un po' stordita dalla testata al muro che avevo dato grazie al Lunare.
Appena presi le mie spade venni violentemente caricata da un giovane solare che mi travolse. Fermai la sua spada, ma la violenza dell'impatto ci scaraventò fuori dalla finestra del corridoio e conseguentemente cademmo per circa diciotto metri.
Durante la caduta lottammo violentemente, Lui indossava un'armatura in Oricalca che lo appesantiva e ne limitava i movimenti, ma non sembrava ostacolarlo realmente, si basava molto sulla sua forza. Io feci appello a tutta la mia agilità ed alle mie tecniche di arti marziali, ma questo non bastò, la sua forza mi sovrastava e lui mi teneva stretto per impedirmi di muovermi, con lui sopra di me non avevo nessuna speranza di sopravvivenza. Feci appello alla mia natura parzialmente divina e al mio legame col fato per poter creare una manovra perfetta e all'ultimo momento, appellandomi nuovamente alla mia capacità di canalizzare l'essenza misi lui sotto di me, mi sganciai e frenai la caduta come potevo. Lo schianto al suolo del solare fu fragoroso. La sua pesante armatura lo aveva ostacolato nell'ultima fase della caduta, facendolo impattare malamente col suolo. Atterrai in malomodo, ma frenata da alcune tende ornamentali, vicino al solare, l'impatto col suolo peggiorò però la mia sensazione di stordimento. Barcollai. Fortunatamente il giovane Legifero aveva incontrato difficoltà maggiori e faticava a rialzarsi. Decisi di scattare verso di lui e colpirlo, ma i capogiri resero la mia traiettoria imprecisa e la mia corsa insicura, dando così tempo al mio avversario di cominciare a rialzarsi. Cercai di colpirlo con un calcio alla testa che però venne parato con impeccabile precisione. Sapevo che il loro potere era superiore la mio, e che potevano usarlo con meno preoccupazioni di rimanere senza energie, per cui la mia sola speranza era di riuscire a finirlo in fretta. Mi allontanai di qualche passo, di modo da portarmi fuori dal raggio d'azione della sua lama.
"Chissa quali delizie copre quel kimono... sarà un piacere averti come giocattolo per le mie notti di solitudine. Ho sempre adorato le fanciulle un po' bamboline." Disse guardandomi e ghinando.
Io nel frattempo stavo pensando ad una strategia per entrargli nella guardia, così decisi di temporeggiare con la conversazione sperando che fosse abbastanza sicuro del suo potere da pensare di poterselo permettere.
"Mi spiace, ma io sono piuttosto esigente con i miei amanti, dubito che tu possa soddisfare le mie fantasie." replicai dopo aver rifiatato.
"Dici? A questo punto sono curioso." ribattè ridendo di gusto e mi attacco nuovamente.
Schivai il suo attacco tenendomi sempre a distanza di sicurezza.
"Cosa c'è? Ti è venuta meno la spavalderia sgualdrinella?" Mi schernì.
Non risposi alla provocazione, ero troppo concentrata a trovare falle nel suo stile di combattimento, buchi sufficienti a portargli un colpo mortale. Finalmente venni colta da un'idea che, seppur rischiosa rappresentava la mia unica speranza, se il combattimento si fosse protratto ancora la mia sconfitta sarebbe stata certa. Attesi il suo attacco. Mi si lancio contro con lo stesso impeto dei precedenti attacchi. Schivai rapidamente il colpo, lasciando cadere le mie lame, canalizzai l'essenza nella tecnica della Tempesta di Metallo, velocizzando così i miei attacchi: colpii la sua lama per potermi spingere verso di lui e aprirgli completamente la guardia, e poi in rapida successione: fronte, tempia, e la gola due volte. Barcollò e dopo poco iniziò a sputare sangue.
"Ti massacro, puttana!" gorgogliò.
Approfittai per allontanarmi mentre con un salto recuperai al volo le mie fidate lame.
Affidandomi nuovamente al mio patere balzai rapidissima verso di lui, scivolando fra le sue gambe e sbilanciandolo, poi con un colpo di reni lo colpii a piè pari facendolo cadere a terra. Finii la capovolta in piedi, mi girai rapidamente, e prima che potesse rialzarsi lo bloccai schiacciandogli la testa a terra sotto il mio piede.
"Perdonami se non scalderò le tue fredde notti di solitudine, ma preferisco che i vermi mi stiano sotto i piedi invece che sotto le coperte." dissi affondando con violenza la mia spada alla base della nuca. Continuai a schiacciare il volto del ragazzo col piede ancora qer qualche secondo, per sfogare il mio disprezzo, poi mi allontanai. Non potevo pensare di affrontare un altro eccelso solare dopo che un legifero così giovane(molto più giovane di me) mi aveva messo così tanto in difficoltà e non mi andava di affrontare nessuno insieme ad altre dieci persone, per quanto potente fosse, era semplicemente da vigliacchi.
Le urla della battaglia continuavano c'erano esplosioni ormai per tutta la città, i Solari si erano sparpagliati e combattevano, comprensibilmente, fino alla fine, usando ogni singola frazione del loro potere. Il problema reale era quando i più antichi decidevano di liberarsi della minaccia dando sfogo a tutta la loro forza, nella maggior parte dei casi intere zone della città venivano rase al suolo dalla potenza di quegli eccelsi. La città, la bellissima Meru, stava collassando nella più grande battaglia che la storia del mondo ricordasse dopo la guerra contro i Primordiali. Dopo questa, la Creazione non sarebbe mai più stata la stessa. Mi resi conto che stava finendo un'era quello stesso giorno.
Stordita e sopraffatta dallo sgomento mi diressi verso una delle ricche residenze solari alla ricerca di qualche compagno da aiutare. I rumori di un furioso scontro provenivano dall'interno della magione, così decisi di accelerare il passo. Ero affaticata e stordita e il mio passo era un po' incerto. Corsi ugualmente circondata dai rumori delle tragedie che insieme si stavano consumando quel giorno, ignara di altre tragedie ben più disumane che avevano luogo contemporaneamente a queste. Raccolsi tutto il fiato che avevo e scattai, con incertezza, verso la gigantesca abitazione. Quando arrivai presso il cancello, naturalmente aperto, anzi sfondato, entrai rallenatndo leggermente e osservando quasi rapita la magnificenza di quel luogo. Come potevano i prescelti del Sole Invitto, così gloriosi, aver ceduto a tanta turpitudine? Osservai le decoarzioni a pareti e finestre analizzandole una per volta, avevo bisogno di rifiatare. L'orrore e lo sgomento però erano in agguato. Mentre analizzavo le finestre mi soffermai su una leggermente più grande delle altre, posizionata centrale rispetto alla parete, sentii delle urla provenire dalla magione, urla di un bambino. Subito pensai che i Terrestri avessero ucciso la madre o il padre sotto i suoi occhi, rimanendo disgustata dalla loro barbarie. Fui però assalita dallo sgomento quando sentii i Sangue di Drago sbraitare ordini:"Non lasciatevi scappare il maledetto moccioso, Uccidetelo!".
Trasalii, non potevo credere a quello che avevo appena udito, dovevo essermi sbagliata. Corsi a perdifiato verso l'ingresso della villa e salii le sfarzose scale fino ad incontrare le truppe Terrestri. Il mio orrore si fece soverchiante quando vidi uno degli Eccelsi bloccare il ragazzo per un braccio e levare la sua ascia contro di lui. Agii senza pensare, ne badare a consumi di potere e balzai fulminea con un calcio volante al volto del Terrestre che barcollò lasciando il ragazzo.
"Cosa credete di fare miserabili bastardi?" dissi minacciando l'uomo con la mia spada.
"Ma chi diavolo sei?" rispose "sparisci dalla mia vista ragazzina o morirai insieme al bambino"
"Se lo vuoi uccidere dovrai pass..." venni interrotta da un attacco alle spalle di cui mi accorsi troppo tardi e quindi riuscii solo ad attutire la violenza del colpo. Caddi a terra. Prima che potessi fare altro la terrestre che mi aveva colpito mi schiacciò la testa a terra col suo piede.
"Patetica ragazzina, cosa pensavi di fare?" mi schernì.
"Maledetta" ringhiai "siete solo degli ipocriti assassini"
"Noi?" replicò "Ma se siete stati voi a dirci che avremmo dovuto fare pulizia copleta sterminando chiunque avesse a che fare con i maledetti figli del Sole." continuò ridendo.
"Non è vero!" urlai "è un'insulsa menzogna!"
Mi derise e mi strisciò la faccia per terra fino a farmela sbattere violentemente contro il muro. Rimasi cosciente solo grazie alla forza di volontà, mentre la donna si direse verso il bambino, che nel frattempo era stato nuovamente bloccato, levando il suo daiklave verso la vittima innocente. In un impeto d'orgoglio feci leva su tutte le mie energie e sul mio potere, compiendo un balzo che mi permise di strappare l'infante dalle grifie del terrestre, ma poi non riuscii a stare in piedi e così mi accasciai sul bambino. Cercarono di sollevarmi, ma io mi aggrappai al corpo del fanciullo e loro, insieme agli altri terrestri accorsi, cominciarono a picchiarmi furiosamente nel tentativo di rompere ogni mia resistenza. Non so quanto andarono avanti, a me sembrò un'eternità anche fossero stati pochi secondi. Io continuai a resistere esclusivamente grazie alla mia volontà fino all'inaspettato intervento di qualcuno.
"Cosa state facendo?" era la voce della mia sifu che ammoniva severa i Terrestri. Mi sentii sollevata.
"Quest'idiota di una ragazzina ci sta ostacolando." replicò la Sangue di Drago
"Cosa fai Alba? Vieni via. ora." mi ordinò perentoria.
Rimasi sbigottita.
"Come?" chiesi quasi sussurrando.
"Ho detto: vieni via." ripetè senza alzare la voce.
"M-Ma sifu questi terrestri uccideranno il bambino, non posso lasciare che accada!" dissi cercando di frenare il pianto di sconforto che stava nascendo dentro di me.
La sifu mi tirò via, cercando di contrastare la resistenza che facevo con le ultime forze rimaste.
"Non lascerò questo bambino, neanche se siete voi a ordinarmelo, non esiste giustificazione a questa barbarie!" urlai aggrappata alle vesti lacere del fanciullo "Non ve lo permett..." venni bruscamente interrotta dal colpo preciso della mia insegnante che mi mise in stato di incoscienza.
Mi risvegliai tempo dopo nel mio letto.
"Cosa ti è passato per la testa? avevo intenzione di farti ammazzare per un ragazzino che non hai mai visto prima?" mi disse la mia maestra che sedeva accanto al letto.
La guardai sbigottita.
"Come potete dire una cosa simile? era soltanto un bambino! Perchè mi avete ostacolata? Perchè gli avete permesso di fare quell'orribile mostruosità? Perchè?" urlai.
"Non mi aspetto che tu capisca ora come ora. sei annebbiata delle tue emozioni. Il tuo è stato un gesto sicuramente nobile, ma a volte per il futuro e la stabilità bisogna compiere azioni drastiche." rispose.
"Ora stai a letto e guarisci le tue ferite. Non sei autorizzata ad uscire dalla tua magione fino a nuovo ordine" mi ordinò alzandosi e uscendo dalla stanza.
Mi alzai di scatto cercando di fermarla e caddi a terra indebolita dalle mie ferite
"Dovete darmi una spiegazione, la esigo!" urlai mentre stava uscendo.
"La avrai a tempo debito" disse chiudendo la porta.
Urlai fino a perdere tutto il mio fiato, presi a lanciare e colpire tutto quello che mi capitava a portata piangendo e singhiozzando, fino a quando non arrivai davanti allo specchio.
Vidi il mio volto pieno di graffi e lividi come il resto del mio corpo. Continuai a guardarmi con uno sguardo vacuo ricolma di delusione. Il mio viso era rovinato dai colpi, ma le ferite sul mio corpo si sarebbero presto rimarginate, senza lasciare traccia. Quelle sulla mia anima no.
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Re: L'Alba di una nuova era(storia di una siderale)

Postby Orian Iceyes » Mon May 05, 2008 5:24 pm

Bello, mi è piaciuto ^^ complimenti!

ps: Compassione 3 o + immagino ;)
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Re: L'Alba di una nuova era(storia di una siderale)

Postby Shinigami » Mon May 05, 2008 5:42 pm

Orian Iceyes wrote:Bello, mi è piaciuto ^^ complimenti!

ps: Compassione 3 o + immagino ;)

Compassione 3(che andrà a 4 fra poco) valore 4 convinzione 3 temperanza 2(che è stata alzata a 3 più tardi)
:) se volete posto la scheda attuale del personaggio(che in seconda era avrà più di 1500 anni e ancora sarà alla ricerca dell'adolescenza che non ha mai avuto e della spensieratezza... )per lei l'esaltazione Siderale è stata un po' un trauma... ma questa è un'altra storia :)
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Re: L'Alba di una nuova era(storia di una siderale)

Postby Orian Iceyes » Mon May 05, 2008 6:43 pm

posta posta, per me sono tutti elementi di erudizione e spunto :)
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Re: L'Alba di una nuova era(storia di una siderale)

Postby Shinigami » Tue May 06, 2008 2:19 pm

allora la scheda della giovane Alba Cremisi all'epoca del racconto presentava così:

ATTRIBUTI

Forza 3
Destrezza 5
Costituzione 2

Carisma 3
Manipolazione 3
Aspetto 5

Percezione 3
Intelligenza 3
Prontezza 5

ABILITA

Resistenza 2
Lancio 2
Conoscenze 3
Occulto 2
Elusione 2
Schivare 4
Lingue 1(Antico Reame e Lingua del Fiume)
Socializzare 2 (empatia +1)
Tiro con l'arco 1
Atletica 4
Mischia 4 (spada cinese +2)
Presenza 1
Guerra 1
Consapevolezza 4
Arti Marziali 5
Burocrazia 2
Medicina 2

Volontà 7

Essenza 4
personale 15
periferica 43

Compassione 3
Convinzione 3
Temperanza 2
Valore 4

VD schivata: 7
VD parata Spada: 6
VD parata AM: 6

Pugno: Sp: 5 Acc: 10 Damage: 3B Def: +2 Rate 3
Calcio: Sp: 5 Acc: 10 Damage: 6B Def +0 Rate 2
Presa: Sp 6 Acc 10 Damage 3B Def - Rate 1
Ali del Tuono Sp 4 Acc 13 Damage 7L Def +1 Rate 3
Soak: B 2/L 1

Prodigi

2 eccellenza di: Schivata, ATletica, Mischia, Consapevolezza e Arti Marziali
Eccellenza Profetica di: Schivata, Atletica Mischia e Arti Marziali
Smiling At The Damned(Mischia)
Harmony of Blows(Mischia)
Prior Warning(consapevolezza)

Violet Bier of Sorrow Style (Arte Marziale Celeste)
Secrets of Future Strife
Flight of Mercury
Blade of the Battle Maiden
Joy in Adversity Stance
Violet Bier of Sorrow Form
Horrific Wreath
Metal Storm

La sua maestra l'ha sempre messa sotto pressione, la faceva riposare pochissimo, ed una volta più libera lei stessa viveva in missione, ogni scusa per andare a combattere era buona così ha fatto un sacco di pratica contro demoni e fatati.
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